Una mostra alla biblioteca di Architettura: Vite di uomini non illustri

Palazzo San Clemente ospita la Biblioteca di Scienze Tecnologiche della Facoltà di Architettura

Palazzo San Clemente ospita la Biblioteca di Scienze Tecnologiche della Facoltà di Architettura

Se non studi architettura o scienze affini forse non sei mai entrato nel Palazzo San Clemente in via Micheli, dal lato della strada opposto al Giardino dei Semplici. Si trova proprio sull’angolo con via Gino Capponi, in una posizione un po’ sacrificata che non fa apprezzare appieno la bellezza di questo edificio. Esso però ha una storia più che dignitosa, se consideriamo che fu acquistato da Luigi di Toledo, fratello della Duchessa Eleonora, moglie di Cosimo I. A metà Seicento fu ampliato e ristrutturato dall’architetto più in vista del momento, Gherardo Silvani, che gli diede l’aspetto dell’elegante casino, cioè di signorile palazzo alle porte della città provvisto di giardino. Dopo secoli Palazzo San Clemente è diventato una delle sedi della Facoltà di Architettura di Firenze, di cui ospita anche la biblioteca.

Eleganti grottesche decorano diverse stanze del palazzo

Eleganti grottesche decorano diverse stanze del palazzo

In questa elegante cornice è stata allestita una mostra, piccola ma densa di significato: Vite di uomini non illustri, personale dell’artista perugina Alessandra Baldoni. Il titolo è tratto da un celebre romanzo di Giuseppe Pontiggia e con esso ha in comune il desiderio di raccontare storie. L’idea di partenza è originale e stimolante: l’artista, dopo aver girato chissà quanti mercatini, ha spedito i vecchi ritratti del Novecento che ha trovato sulle bancarelle ai suoi amici. A loro a chiesto di immaginare la vita che c’era dietro quello scatto e scrivere una storia: una pagina per dare un’altra opportunità a quelle figure mute di raccontare di sé. Il passato che ci guarda dalle foto e il presente rappresentato dal racconto si fondono e si confondono e le persone reali congelate in quelle immagini si trasformano in personaggi, in quanto esseri immaginati, mai esistiti. Alle foto antiche si mescolano i falsi d’epoca. Sono ritratti in pieno stile novecentesco -dalla tecnica, all’ambientazione, alla carta- prodotti dall’artista con una cura dei dettagli tale che non è facile distinguerli dagli scatti antichi.

Le foto e le storie sono poste in dialogo l'una accanto all'altra

Le foto e le storie sono poste in dialogo l’una accanto all’altra

Un'antica foto di gruppo scelta dall'artista Alessandra Baldoni

Un’antica foto di gruppo scelta dall’artista Alessandra Baldoni

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La mostra, curata dalla storica dell’arte Cristina Petrelli, è visitabile fino al 20 febbraio 2013 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:30.
Qui trovate ulteriori informazioni sulla mostra, sull’artista e la presentazione della curatrice.

Volti del passato in dialogo con nuovi racconti

Volti del passato in dialogo con nuovi racconti

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