A spasso verso il Chianti: da Pozzolatico all’Impruneta

Da Pozzolatico a Mezzomonte, dall’Impruneta a San Gersolè: piccolo itinerario appena fuori Firenze per trascorrere una mezza giornata circondati dalla bellezza.

Farsi un giro per le nostre colline in una giornata di sole fa bene al cuore. Qualche giorno fa avevo proprio voglia di fare il pieno di bellezza e di aria buona, così ho fatto questo percorso. In macchina ci sono volute un paio d’ore, considerando le varie soste per assaporare il luogo, però più che andavo avanti, più avrei voluto essere in bici. Certo, ci vogliono dei polpacci di marmo, visto che è tutto in salita e in discesa… ma altrimenti che colline sarebbero?

Dal Galluzzo ho preso verso le Cinque Vie e già lì mi sono sentita lontana anni luce dal trambusto della città. Poi dalle Cascine del Riccio si sale per Pozzolatico. Questa ridente località abitata da neanche quattrocento anime sembra un angolo di paradiso, eppure a quelli della mia generazione il suo nome fa venire i brividi, ripensando che se accennavi ad una scoliosi il medico minacciava di infilarti in un programma di riabilitazione al prestigioso Istituto Don Gnocchi…

Non potevo non fermarmi all’antica chiesetta dei Santi Stefano e Caterina a Pozzolatico.

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Questa antica pieve esisteva già nell’XII secolo, come attestano alcuni documenti.  “Ubi pagus, ibi plebs”, diceva il clero nel medioevo. Cioè dove c’è un villaggio, pur piccolo che sia, ci deve essere anche una pieve; perché anche chi vive nelle nostre campagne a vocazione prevalentemente agricola, deve essere sostenuto nello spirito da un parroco. La chiesa è intitolata a due santi che non hanno niente a che vedere fra loro. Santa Caterina de’Ricci visse nel Cinquecento, molti secoli dopo il primo martire cristiano, Santo Stefano. Inizialmente la chiesa era dedicata solo a Santo Stefano, ma la famiglia Ricci nel Settecento ne assunse il patronato, così nel 1735, tre anni dopo la beatificazione della santa fiorentina loro antenata, decise di ristrutturare l’edificio. Ecco perchè la torre campanaria e le mura esterne conservano ancora il loro aspetto romanico, mentre l’interno è moderno. Le sue pareti bianche lasciano spazio a qualche opera d’arte e alla meditazione.

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Da lì sono ripartita, ma dopo poco, in località Mezzomonte, un cartello sulla sinistra segnala l’accesso a Villa Corsini. E’ una dimora elegante ed imponente, dotata di giardino all’italiana, torretta e vista mozzafiato. Anche questa esisteva già nel medioevo, ma fu ampliata in più fasi e riccamente decorata nel Seicento, ai tempi di Giovan Carlo de’ Medici. L’aveva fatta affrescare per accogliere degnamente la sua promessa sposa, Anna Maria Caraffa di Stigliano. Ma i due finirono per non sposarsi, Giovan Carlo indossò gli abiti cardinalizi e vendette la villa alla famiglia Corsini, che ancora la possiede… Povera Anna Maria, cosa non si è persa! In compenso se vogliamo organizzare un evento veramente chic e abbiamo un budget di un certo livello possiamo prenderla in affitto.

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Sfortunatamente il giovane erede Corsini, che incontro nel giardino, non mi fa entrare a visitare le lussuose sale: la villa è privata, privatissima, e poi adesso sta lavorando. Peccato. Mi consolo proseguendo per l’Impruneta.

E’ sabato mattina e la piazza principale brulica di persone intente a godersi il sole e a comprare qualcosa alle bancarelle del mercato. Il profumo sprigionato dalla rivendita ambulante del lampredotto mi fa venire l’acquolina in bocca, ma non devo essere l’unica, vista la fila… La piazza è dedicata ai Buondelmonti, famiglia di nobili e antiche origini molto legata a questo paese. Fin dal medioevo i Buondelmonti avevano proprio in questa area il loro feudo. Uno di loro in particolare è passato alla storia: Buondelmonte, ritenuto la causa della spietata guerra tra guelfi e ghibellini che per anni insanguinò Firenze. Tutto accadde a causa  di una rissa scoppiata durante una cena e di una promessa di matrimonio rotta. Tranne questo spiacevole evento, i Buondelmonti fecero molte cose buone. Sostenevano infatti di essere stati loro a fondare la bellissima chiesa di Santa Maria all’Impruneta, cosa di non poco conto, se si considera che sorse sul luogo di ritrovamento di un’icona della Vergine col bambino dipinta da San Luca in persona. L’immagine miracolosa esiste ancora e si trova in un tempietto nella basilica, ma si può vedere solo in rare occasioni, perché per la maggior parte dell’anno rimane coperta per  conservarla meglio.

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Bassorilievo raffigurante il ritrovamento miracoloso della tavola dipinta da San Luca

Se scegliete di fare questo itinerario durante il fine settimana potete approfittare dell’apertura del Museo del Tesoro di Impruneta, che si trova nei locali adiacenti alla basilica. Vi sono conservate tre tipologie di oggetti sacri. Nella prima sala si trovano gli argenti, ovvero finimenti d’altare, reliquiari e pissidi.

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Nella seconda i codici miniati risalenti al XIV e XVI secolo.

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Nell’ultima si trovano alcuni preziosissimi paramenti liturgici ricamati in oro e le mantelline che proteggevano l’immagine della Vergine durante le processioni.

Lascio l’Impruneta, pensando al suo rinomato cotto e al succulento peposo, promettendomi di non mancare  il prossimo 18 ottobre la fiera di San Luca. Tornando in direzione Firenze mi dirigo verso San Gersolè.

San Gersolè è un piccolo ammasso di case circondato da campi.  Ci si rende conto che è un paese solo perché ci sono una chiesa ed una scuola. Per anni mi sono chiesta che santo fosse questo San Gersolè, poi ho scopreto che non esiste nessun santo con questo nome e che il paese si doveva chiamare, come la sua chiesetta del Duecento, San Pietro in Jerusalem.

450px-Chiesa_di_San_Pietro_in_Jerusalemfoto di Sailko

Troppo complicato per gli abitanti del posto che via, via modificarono il nome a loro piacimento. Chi ha vissuto qui nel secolo scorso ha avuto l’onore di essere educato- più che istruito, come lei stessa amava sottolineare- da una grande donna: Maria Maltoni. Arrivata qui dall’Emilia Romagna nel 1920 tirò su generazioni di bambini insegnando loro soprattutto ad osservare e a rielaborare ciò che vedevano e vivevano, dando vita così al racconto di una società mezzadrile oggi scomparsa. Quella di Maria Maltoni era una missione: preparare il bambino a diventare un  uomo e cittadino capace di affrontare la vita con il cuore, più che con l’intelletto. I quaderni con gli scritti ed i disegni di quei bambini d’altri tempi sono un documento importante di un metodo educativo ancora oggi studiato e apprezzato.

Il mio itinerario è finito qui, ho voluto documentarlo in modo fedele, ma ovviamente si presta a infinite varianti. Voi dove sareste andati? Qual è il vostro luogo del cuore  in questa zona? Possiamo parlarne attraverso i “commenti”.

Di questo itinerario ho fatto anche un brevissimo video che potete guardare cliccando questo link: Passeggiata nel Chianti.

Spero che vi piaccia!

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Un punto di vista diverso su Firenze, la sua storia, i suoi personaggi e tutto ciò che è fiorentino

Conoscere il territorio per valorizzarlo, parlarne per amarlo

Mi chiamo Elena Riccio, sono nata a Firenze qualche decennio fa  ed ho fatto dell’amore per questa terra il mio lavoro. Questo blog nasce per parlare della storia, delle tradizioni, dell’arte e dei personaggi di Firenze, senza dimenticare un occhio al nostro cibo tradizionale. Avrà pagine in italiano ed in inglese, per soddisfare la curiosità dei nostri amici in giro per il mondo.

So che ci sono già diversi siti che parlano di questi argomenti. E alcuni di questi sono fatti molto bene: sono accattivanti dal punto di vista dei contenuti e della grafica. Io li visito spesso, talvolta con un pizzico di invidia- quella buona, beninteso. Ma ho sentito il bisogno di dire la mia per tre motivi.

Promuovere il turismo sostenibile a Firenze

Il primo è che sono una guida turistica della Provincia di Firenze che cerca di occuparsi di turismo sostenibile e un blog di questo tipo dal punto di vista della mia figura professionale mancava. Il turismo non deve essere visto solo come una forma di business: viaggiare significa crescere attraverso la conoscenza di altri luoghi, altre culture, altri punti di vista. Per città tanto visitate come Firenze però non è facile accogliere i visitatori senza rischiare di soffocare. Si può arricchire economicamente magari, ma rischia di perdere la propria dimensione autentica,  apparendo come un grande parco giochi di arte e storia. Per questo mi occupo di turismo sostenibile nella mia provincia studiando opportunità di visita nuove, fuori dalle rotte più sfruttate.  Solo se oltre ai luoghi rinomati proviamo a scoprire anche quelli “minori”, possiamo apprezzarli e si può cercare di fare la nostra parte per la loro conservazione e valorizzazione. Quindi per me essere guida turistica va ben oltre il portare a spasso dei gruppi per le strade più chic del centro. E’ il mio modo di amare questa terra e mi serve per fare la mia piccola parte a favore della sua conservazione e valorizzazione.

Raccontare il nostro patrimonio a chi è interessato a capire la nostra cultura

Quello della guida turistica è un lavoro duro, perché per farlo bene c’è bisogno di studiare sempre, dal momento che Firenze è un pozzo inesauribile di cose da scoprire. E’ un lavoro più importante di quanto si possa pensare, perché molte delle persone da tutto il mondo che toccheranno la nostra bella città avranno a che fare con me o con altre guide turistiche. Di conseguenza siamo ambasciatori della nostra cultura e della nostra storia. Dipende anche da noi l’idea che si porteranno a casa dell’Italia e di quanto essa ha da offrire. Per questo per me è importante saper trasmettere nel modo migliore i valori, la bellezza e la storia che ci contraddistinguono. Con questo blog- e con il mio lavoro-spero di riuscire a far innamorare della nostra cultura persone di tutto il mondo.

Instaurare un dialogo

Un altro motivo per cui scrivo è dialogare. Gli articoli che trovate qui sono il mio personale modo di instaurare un dialogo con chi è interessato a Firenze ed il suo territorio. Con quelli interessati perché ci vivono, ma anche con chi vive altrove e crede che Firenze abbia qualcosa da raccontare. Sono semplici da leggere: non ci troverete paroloni o frasi altisonanti, anche se magari per scriverli ho fatto settimane di ricerche su autorevoli tomi. Proprio perché sono guida turistica, sono abituata a raccontare la storia a chi vive in luoghi dove il medioevo non è mai esistito, a chi magari non ne sa nulla del Rinascimento. Bisogna partire da elementi comuni per capirsi. Per fortuna non serve una laurea per riuscire ad emozionarsi davanti ad un quadro o sentire quanto è buona la nostra ribollita.

Sono gradite domande  e richieste sui temi da trattare, che potete inviare all’indirizzo mail info@loveflorence.eu

Se volete saperne di più sul mio lavoro di guida turistica andate sul sito www.loveflorence.eu

RITRATTO