Il “Tondo Doni” cambia casa… e va a stare con Arianna

Una nuova sala per la “Sacra Famiglia”, l’unico dipinto mobile di Michelangelo

Il Tondo Doni nella sua nuova sala

Il Tondo Doni nella sua nuova sala

Agli Uffizi si rischia di rimanere sopraffatti. La bellezza da cui si è circondati è così densa che pare di non riuscire a goderne appieno. Per questo, e per lasciare più spazio agli innumerevoli visitatori, il Tondo Doni è stato spostato nella sala 35, qualche metro più avanti rispetto alla sua vecchia collocazione. Luci soffuse, pareti color cremisi, spazi più ampi. Adesso sì che si può meditare davanti a questo capolavoro. Le pareti sono rosse per creare un filo narrativo con le sale riallestite qualche mese fa dedicate alla pittura del Cinquecento. Il “Tondo Doni” è stato posto sulla parete lunga di fronte all’ingresso e condivide lo spazio con pochi quadri, tutti dello stesso periodo storico. A far loro compagnia c’è però un ospite inaspettato. E’ la bellissima statua di Arianna dormiente, copia romana di originale di età ellenistica. Fino a poco fa il bellissimo marmo si trovava a Villa Corsini a Castello, ma a causa della chiusura del museo per carenza di personale, è stato deciso di portarla agli Uffizi dove era già stata ospitata per quattro anni a partire dal 1790. Ma cosa fa un marmo antico con Michelangelo? A spiegarcelo ci pensa Vasari stesso nelle sue “Vite”: furono statue come questa, il Laocoonte, il Torso Belvedere e tante altre che emergendo dalla terra dopo secoli proprio durante il rinascimento, con la loro indiscutibile bellezza e drammaticità fecero fare un passo avanti all’arte, dando così l’avvio alla “maniera moderna”. Anche Michelangelo fu influenzato dalle opere romane. Collocare l’Arianna dormiente con una sua opera significa ricordare che l’arte dei grandi geni del rinascimento è stata tale proprio grazie al recupero del dialogo con l’antico.

L'Arianna dormiente torna agli Uffizi

L’Arianna dormiente torna agli Uffizi

Le nuove sale meritano proprio di essere visitate. In compagnia di un’esperta sarà tutta un’altra cosa. Puoi contattarmi qui

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