Primo dell’anno…

“Primo dell’anno, il passo d’un gallo” dice un vecchio detto toscano. Scopriamo come è nato e cosa significaIl gallo proverbio

“Il gallo”, Elena Riccio, 2013, collage, collezione privata

Il gallo. La sentinella della notte, sempre vigile e pronto ad annunciare il giorno ai primi bagliori con il suo canto. Da tempo immemore la sua immagine è associata alla luce, alla rinascita, al rinnovamento.

Per gli antichi greci era consacrato al sole e per questo era  l’animale legato ad Apollo, il dio che ne traina il carro.

Nel mondo cristiano fu Sant’Ambrogio a trasformarlo nel simbolo di Cristo: il buio della notte rappresenta il peccato mentre la luce è la salvezza eterna. Annunciando il nuovo giorno il gallo ci guida fuori dalle tenebre, come Gesù ci guida verso il regno di Dio.

Anche in questo antico proverbio toscano il gallo è messo in relazione con la luce. Subito dopo il solstizio d’inverno, il giorno più breve dell’anno, la luce comincia a riprendersi poco a poco il posto d’onore, comprimendo le tenebre.  Sebbene  scientificamente  il solstizio si collochi il 21 dicembre, la tradizione e la sapienza popolare hanno celebrato la vittoria della luce anche in altri giorni dello stesso periodo. Basti pensare alla festa di Santa Lucia, che come si dice è “il giorno più corto che ci sia”. Oppure al giorno di Natale stesso, in cui gli antichi romani festeggiavano il Dies Natalis Solis Invicti, una divinità solare che con l’affermarsi del cristianesimo sarebbe stata sostituita da Cristo.

L’arrivo del nuovo anno richiama l’idea di rigenerazione e novità, per questo la voce del popolo ha scelto questa data per ricordare il progressivo allungarsi delle ore di luce.

All’inizio il fenomeno non è molto evidente, visto che il giorno riesce a raggranellare solo qualche minuto in più a settimana.

E’ poca cosa, proprio come l’esile passo di un gallo.

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Tre aprilante, quaranta dì durante

Pvecchio

Teniamo le dita incrociate, perché il marzo appena finito di acqua ne ha portata già un bel po’. Se oggi il sole ha la meglio sulle nuvole, siamo a cavallo, altrimenti, come vuole la saggezza popolare, pioverà per quaranta giorni consecutivi. Certo, possiamo sempre consolarci con un altro proverbio toscano coniato dai viticoltori d’altri tempi:

“Pioggia d’aprile, ogni goccia un barile”

Pare infatti che la pioggia di questo mese faccia particolarmente bene alle vigne: più ne cade, più vino si produce…

Sì, ma allora oggi pioverà o non pioverà? Per saperlo possiamo affidarci di nuovo alla saggezza popolare, ricordando questo detto:

“Quando Monte Morello mette il cappello

il contadino prepara l’ombrello”

Se le nuvole si addensano sopra la cima di Monte Morello, allora non c’è scampo: la pioggia è in arrivo. Non ci resta che uscire di casa e guardare il nostro amato monte.

Voi conoscevate questi tre proverbi? Quali altri vi vengono in mente su aprile e la pioggia?

Febbraio, febbraietto, corto e maledetto

2013-02-12 13.44.28

Come dar torto a questo proverbio? Anche se le giornate si allungano e i primi raggi di sole sembrano farci ben sperare per l’imminente arrivo della primavera, il freddo è sempre in agguato. E proprio adesso che gli uomini, come gli animali e le colture abbassano la guardia traditi dalla luce, le sue sferzate inaspettate sono ancora più pericolose.

freddo

foto di Massimo Lombardi