L’Adorazione rivelata

Dopo un anno di restauro l’Adorazione dei Magi di Leonardo torna al suo antico splendore

Il laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure è un luogo off limits. Ci si entra solo se si ha un camice e delle mani  sapienti e premurose, capaci di prendersi cura di pazienti eccellenti. Nelle “corsie”, scandite da tavoli imbanditi con pennelli, detergenti e colori si possono incontrare la Maddalena lignea di Donatello, il San Girolamo di Botticelli, un’Ultima Cena del Vasari e una tavola del Beato Angelico, tanto per dirne alcuni. Lì, tolti dalla loro iconica posizione, in un posto così vissuto, quotidiano, è ancora più emozionante vederli.

Qualche volta il restauro riserva delle sorprese. Ti aspetti di vedere l’opera più pulita e splendente e invece ti ritrovi davanti ad una meraviglia che non conoscevi. Cerchi di ricordarti come era prima, l’ultima volta che l’hai vista, anni fa, perché sei sicuro di essere stato ore a guardarla, ma i dettagli sembrano essere evaporati col tempo.

E’ così che mi sono sentita stamani davanti all’Adorazione dei Magi di Leonardo, mostrata alla stampa dopo un anno di restauro.

Le figure accalcate intorno al miracolo della vita prendono corpo, mentre i volti si mostrano nella loro forza espressiva, restituendo la drammaticità che Leonardo voleva conferire alla scena. E’ come la foto di un istante, quello in cui la verità si rivela e a tutti in quel preciso attimo è chiaro che Dio si è fatto Uomo e sta solo a ciascuno di noi scegliere se salvarsi per mezzo di lui o volgergli le spalle. L’Epifania. La rivelazione. E’ un momento di concitazione, smarrimento. I pensieri si accavallano. Ognuno reagisce a suo modo, libero nella scelta di seguire la strada giusta o perdersi per sempre. Le emozioni che l’animo umano può provare si declinano in innumerevoli possibilità. Su questo vuol farci riflettere Leonardo, che con il suo pennello, mutevole quanto il suo animo, lasciava che il quadro variasse rispetto all’idea primitiva. Solo così la realtà poteva essere fedelmente rappresentata nella sua variabilità.

Adorazione dei Magi Leonardo, prima del restauro

L’Adorazione dei Magi prima del restauro. Ph. Pino Zicarelli

Adorazione dei Magi, Leonardo, restaurata, ph Elena Riccio

L’Adorazione dei Magi come si presenta oggi.  Grazie al restauro sono percepibili ad occhio nudo alcuni dettagli prima illeggibili, come i muratori che costruiscono il tempio, in alto a sinistra.

Leonardo, Adorazione dei Magi, ph Elena Riccio

L’Adorazione dei Magi come si presenta oggi, dettaglio

Adorazione dei Magi Leonardo restaurata

L’Adorazione dei Magi come si presenta oggi, dettaglio

Leo.durante.part Adorazione dei Magi

L’Adorazione dei Magi come si presenta oggi, dettaglioPh. Pino Zicarelli

Il restauro mette in evidenza i ripensamenti di Leonardo, che soleva modificare i quadri in corso d’opera. Il gruppo di cavalli e cavalieri prefigura l’atmosfera della perduta Battaglia di Anghiari

L'Adorazione dei Magi come si presenta oggi, dettaglio. Ph. Pino Zicarelli

L’Adorazione dei Magi come si presenta oggi, dettaglioPh. Pino Zicarelli. Leonardo dipinge la testa del cavallo in più posizioni prima di compiere una scelta definitiva.

 

 Notizie:

  • L’Adorazione dei Magi fu eseguita nel 1481 per il monastero di San Donato a Scopeto, raso al suolo dai fiorentini nel 1529 in vista dell’assedio della città.
  • Leonardo vi lavorò un anno, poi, partito per Milano, affidò la tavola incompiuta alla famiglia Benci. I monaci scopetini, non ricevendo l’opera commissionata, chiesero a Filippino Lippi di realizzare una pala dallo stesso soggetto, oggi agli Uffizi.
  • La tavola si trova presso i laboratori dell’Opificio dal novembre 2011. Dopo le indagini diagnostiche durate un anno è iniziata una prima fase di restauro della parte pittorica, che si concluderà fra diversi mesi. In seguito verrà effettuato il restauro del supporto ligneo.
  • L’opera tornerà agli Uffizi entro la fine del 2015, trovando posto nella sua sala, la 15, che nel frattempo sarà riallestita.
  • Il restauro è stato possibile grazie al generoso contributo degli Amici degli Uffizi, l’associazione no-profit che ha versato per la parte iniziale 170 mila euro.
  • L’obiettivo del restauro non è quello di far tornare la tavola come era da nuova, ma renderla completamente leggibile, pur rispettando i segni del passaggio del tempo.

Opificio delle Pietre Dure, laboratorio di restauro

Una sala del laboratorio di restauro dell’Opificio, presso la Fortezza da Basso

P.S.: Le foto senza crediti sono mie, come è usanza nel mio sito.  Se sono venute bene è perchè Massimo D’Amato, fotografo di professione, mi ha prestato la sua macchina. Lo ringrazio ufficialmente.

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Una risposta a “L’Adorazione rivelata

  1. Tra un misto di giochi di specchi e scatole cinesi la Battaglia di Anghiari è li che aspetta di risuscitare. Gesù di Nazaret, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti avendo avuto un intelligenza simile, basata su processi ricorsivi, giochi di specchi, procedimenti inclusivi; hanno avuto un volto somigliante verso il termine della loro vita pur avvenuta in età e condizioni diverse. L’autoritratto di Leonardo assomiglia al ritratto di Michelangelo eseguito da Daniele da Volterra, e l’autoritratto di Leonardo assomiglia al volto sindonico (negativo). Il telo sindonico come un’opera rinascimentale, (l’immagine della ferita al costato della Sindone ricorda l’urlo del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo; e ne sancisce la presenza nascosta nel Palazzo Vecchio a Firenze, dietro il dipinto del Vasari, il quale ricopri con un suo affresco anche la Trinità di Masaccio, riscoperta secoli dopo) , i quadri del rinascimento come icone. Gesù modello e volto archetipo del genio. Cfr. ebook/book. di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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