Il “Tondo Doni” cambia casa… e va a stare con Arianna

Una nuova sala per la “Sacra Famiglia”, l’unico dipinto mobile di Michelangelo

Il Tondo Doni nella sua nuova sala

Il Tondo Doni nella sua nuova sala

Agli Uffizi si rischia di rimanere sopraffatti. La bellezza da cui si è circondati è così densa che pare di non riuscire a goderne appieno. Per questo, e per lasciare più spazio agli innumerevoli visitatori, il Tondo Doni è stato spostato nella sala 35, qualche metro più avanti rispetto alla sua vecchia collocazione. Luci soffuse, pareti color cremisi, spazi più ampi. Adesso sì che si può meditare davanti a questo capolavoro. Le pareti sono rosse per creare un filo narrativo con le sale riallestite qualche mese fa dedicate alla pittura del Cinquecento. Il “Tondo Doni” è stato posto sulla parete lunga di fronte all’ingresso e condivide lo spazio con pochi quadri, tutti dello stesso periodo storico. A far loro compagnia c’è però un ospite inaspettato. E’ la bellissima statua di Arianna dormiente, copia romana di originale di età ellenistica. Fino a poco fa il bellissimo marmo si trovava a Villa Corsini a Castello, ma a causa della chiusura del museo per carenza di personale, è stato deciso di portarla agli Uffizi dove era già stata ospitata per quattro anni a partire dal 1790. Ma cosa fa un marmo antico con Michelangelo? A spiegarcelo ci pensa Vasari stesso nelle sue “Vite”: furono statue come questa, il Laocoonte, il Torso Belvedere e tante altre che emergendo dalla terra dopo secoli proprio durante il rinascimento, con la loro indiscutibile bellezza e drammaticità fecero fare un passo avanti all’arte, dando così l’avvio alla “maniera moderna”. Anche Michelangelo fu influenzato dalle opere romane. Collocare l’Arianna dormiente con una sua opera significa ricordare che l’arte dei grandi geni del rinascimento è stata tale proprio grazie al recupero del dialogo con l’antico.

L'Arianna dormiente torna agli Uffizi

L’Arianna dormiente torna agli Uffizi

Le nuove sale meritano proprio di essere visitate. In compagnia di un’esperta sarà tutta un’altra cosa. Puoi contattarmi qui

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“La porti un bacione a Firenze”, una mostra alla Biblioteca Nazionale Centrale sulla storia degli anni ’30 nella nostra città

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

 Le riviste, i dischi, le pubblicità e la mobilia d’epoca raccontano gli anni ’30 della città gigliata.
Firenze in quel periodo conobbe una fioritura sbalorditiva di giovani talenti e nuove idee. Chi si ricorda la prima edizione italiana di TOPOLINO della Nerbini? E vogliamo parlare delle mitiche canzoni di Odoardo Spadaro?

Il primo Topolino in italiano uscì a Firenze nel 1932

Il primo Topolino in italiano uscì a Firenze nel 1932

Noi guide turistiche siamo bestie rare, lo ammetto. Talvolta riusciamo a gioire di situazioni che lascerebbero indifferenti gli altri. Abbiamo un rapporto intimo, segreto con la nostra città. Per noi la città è qualcosa di vivo, come un essere umano, e  per questo abbiamo bisogno in alcuni momenti  di avere con lei un rapporto  a due, privato. Come una coppia che pur amando la gioiosa compagnia degli amici ha bisogno di stare sola. Forse perché  avere l’esclusiva di alcuni dettagli ci aiuta a trasmettere agli altri tutto l’amore che abbiamo per lei.

La sala Galileo, che ospita parte della mostra

La sala Galileo, che ospita parte della mostra

 Il mio picco di gioia questa settimana l’ho raggiunto visitando in completa solitudine la mostra che la Biblioteca Nazionale Centrale ha dedicato alla storia di Firenze degli anni ’30. Eravamo solo io, la nostra imponente biblioteca e documenti riesumati dal passato. La biblioteca brulicava di vita come ogni giorno. Studenti, studiosi e professori erano in fila, tesserino identificativo alla mano, per essere ammessi in questo scrigno del sapere. Per una volta a me non interessavano i libri, ma una mostra. “Non c’è nessuno alla mostra” mi ha detto il bibliotecario quando è stato il mio turno, “devo venire ad aprirle le sale, ma dovrò lasciarla lì sola….” “Non c’è problema” rispondo, cercando di camuffare l’entusiasmo. Che notizia meravigliosa! Il mio sguardo però deve avermi tradito, perché il bibliotecario aggiunge:  “Sì, però, per favore, non  si faccia venire la voglia di gironzolare per la biblioteca, di entrare in altre sale, perché è vietato.” Smascherata. “ Lo sa che la tentazione sarebbe forte, vero?” rispondo.

L'ala orientale della biblioteca con l'allestimento della mostra

L’ala occidentale della biblioteca con l’allestimento della mostra

Ci inoltriamo nell’ala sinistra della biblioteca, quella che si avvicina a Santa Croce. Quale luogo migliore per fare una mostra su quegli anni, visto che la biblioteca stessa è figlia degli anni ’30. Quegli anni di fermento, incerti, in cui tutti sanno che qualcosa sta cambiando ma non si sa in che direzione. Anche l’architettura sembra sentirlo: le forme flessuose del Liberty stanno lasciando il posto alle linee pulite dello stile fascista, ma restano i materiali, il ferro e il vetro.

Le vetrine d'epoca

La mostra è sistemata in vetrine in legno massello, oggetti di design anni ’30. Da lì, come silenziose sentinelle mi sorridono vivaci signorine e impomatati giovanotti incollati sulle copertine di rotocalchi ingialliti. Riviste letterarie dai caratteri tipografici seriosi danno voce a nostrali intelligenze. Ingegnose pubblicità a forma di ventaglio o di silhouette richiamano luoghi alla moda. Le fodere dei dischi in vinile inneggiano a baci emigrati.

Anche nel mondo della moda Firenze è "un passo avanti" grazie allo stile di Ferragamo

Anche nel mondo della moda Firenze è “un passo avanti” grazie allo stile di Ferragamo

Un nuovo rinascimento, non c’è che dire. Sessant’anni dopo aver perso la corona di capitale d’Italia Firenze cambia volto rinnovandosi a tal punto da farsi notare anche oltre confine, tant’è che nel ’31 è dichiarata Stazione Turistica Internazionale.  A ruota sono inaugurati lo Stadio progettato dall’ingegner Nervi, il teatro dell’appena nato Maggio Musicale, la stazione di Santa Maria Novella del Gruppo Toscano, questa biblioteca, con progetto di Bazzani e la Scuola di Guerra Aerea di Fagnoni. Le riviste fiorentine possono vantare i nomi più illustri, come Ojetti, Papini, Bargellini, Gatto e Pratolini. Il prestigioso Gabinetto Viesseux ha l’onore di essere presieduto da Montale.

riviste e pubblicità

riviste e pubblicità

Una Firenze che guarda al futuro con occhi ambiziosi, ma che non per questo si dimentica di essere autentica, di guardare alla gente comune, al quotidiano, al sapore di casa. E questa Firenze vera e quotidiana che tutti portiamo nel cuore non sta nelle riviste, ma nelle parole e nelle melodie di Odoardo Spadaro, grazie a cui l’immagine di un’epoca e della sua atmosfera è rimasta indelebile.

Odoardo Spadaro e le sue indimenticabili note. "La porti un bacione a Firenze", storia di una giovane emigrata ed un turista

Odoardo Spadaro e le sue indimenticabili note. “La porti un bacione a Firenze”, storia di una giovane emigrata ed un turista, uscì nel 1938

Avvenenti signorine del passato

Avvenenti signorine del passato

La tribuna di Dante, dove è allestita parte della mostra

La tribuna di Dante, dove è allestita parte della mostra

La tribuna e la sala Galileo viste da fuori

La tribuna e la sala Galileo viste da fuori

“Capolavori da leggere”. Spunta uno spazio eventi dedicato alla moda in Piazza della Repubblica

2013-01-08 12.10.21

La moda è arte? Certo, perché no. Lo sanno bene i nostri designer italiani, che ad ogni stagione reinterpretano la nostra società per fare dell’abito un modus vivendi, uno stile da seguire. Non è facile cogliere nell’aria degli stimoli e trasformarli in tendenze, ma anche in tempi di crisi come questi la moda è viva come non mai. In Piazza della Repubblica, per coronare in modo intellettual-chic l’ultima attesissima edizione di Pitti Immagine Uomo, apre dal 9 al 13 gennaio una Temporary Fashion Library. È una struttura aperta alla città, una biblioteca-libreria dalle pareti di vetro, dove poter sfogliare- e magari comprare – libri fotografici e riviste che parlano di moda e di icone di stile, circondati da opere di design.
Un evento non solo da guardare, ma anche da ascoltare, perché in programma ci sono diversi incontri con giornalisti esperti di moda che ci racconteranno in che direzione sta andando la moda oggi. Fra tutti quello che stimola di più la mia curiosità è l’incontro con la Soprintendente per il Polo Museale di Firenze Cristina Acidini, dal titolo “La Moda nella città della Bellezza” (giovedì 10 gennaio, ore 19.00).
Perché la moda, oltre che far parlare noi comuni mortali, talvolta parla di sé.
Ecco il link ufficiale dell’evento.

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